domenica 10 ottobre 2010

Ma siamo su un treno Polacco o Italiano?

  Che uno può far confusione, certe volte.

  Fu colpa mia, E di nessun altro. Mia, dell'iper-organizzato.
  Voglio dire: per andare in Polonia, biglietti, prenotazioni, orari, tutto.
  Per il ritorno, i siti delle ferrovie polacche sono solo in polacco, quindi niente prenotazioni On-line.

  So solo che c'è un Bydgoszcz-Berlino all'una di notte e qualche dato spurio dalle Deutsche Bahn che sa tutto, ma non arriva dappertutto.
  La prenotazione del treno di ritorno va fatta tassativamente alla stazione polacca.

  Ora, din-don, primo errore: un treno al volo all'una di notte da una stazione in mezzo al nulla? Ma che idea è?
  Anche senza sapere un tubo della Polonia, non è una cosa che farei neanche in Italia.

  Poi, errore due, scendo dal treno polacco piuttosto sbattuto. Avevo dovuto cambiare dal Berlin-Warsaw, treno moderno e pulito, scendere a Poznan e prendere la coincidenza con un trenuccio semi-locale.
  Solo che le stazioni polacche che ho visto hanno uno o due cartelli col nome del posto.

  In Italia e Germania leggi "Magenta" o "Hannover" scritto ovunque, per dritto o per traverso.
  In Polonia, o guardi dal lato giusto al momento giusto, o ciccia.
  E io ero lì con un po' di cagotto che "ma l'avrò mica passata, la fermata giusta?"

  Quindi arrivato a Poznan già sbattutino.
  Da lì, a destreggiarsi con le scritte polacche e con la via polacca di numerare i binari.
  In Italia, sali dal sottopassaggio ed hai il binario 3 a destra ed il binario 4 a sinistra della pensilina, no?
  Lassú il sottopassaggio ti porta alla pensilina del binario 2, hai un treno di qua e uno di là, entrambi al binario 2.
  E sta a te capire dal tabellone coi numeri a palette quale scegliere, se la scritta esce - e aspettano l'ultimo minuto - mentre intonano annunci in polacco in cui o non capisci niente o, peggio, capti che stanno parlando della tua stazione d'arrivo e ti chiedi se non l'hanno spostato alla pensilina 3.

  O, al ritorno, scopri che Berlino, in polacco, non si dice e non si scrive in modo che somigli a Berlino. (calcolando che per dire Italia usano una parola che vuol dire anche "inferno", non c'è da stupirsi - ma da perdersi, si)


  Quindi, scovato il treno giusto -É quello giusto, vero?- una carrozza di quelle altissime, portello a mano e tre gradini in piedi, con gli scomparti in formica tipo legno e i due tavolinini ripiegabili a fianco del posacenere, tipo treni della mia infanzia italiana.
  Coi bagni sporchi in cui guardi nel buco e vedi i binari che scorrono.
  Sale un tipo sgarruppato e losco mi propone in polacco qualcosa: ci metto un po' a capire che ha chiede se voglio una birra o roba da mangiare, ha un borsone di lattine e sacchetti a tracolla.
  Cominciamo bene, cominciamo. Altra ora lì all'erta a cercare di leggere i cartelli per capire quando scendere e intanto tenendo d'occhio la porta non compaiano altri bizzarri figuri.

  Insomma arrivo, sbatacchiato ed inebriato dall'odore delle ferrovie polacche.
  Odore di rancido, di gente che ha bevuto troppa birra e l'ha sudata per tre quarti, pisciando il restante negli angoli, intanto che fumava sigarette a pacchetti interi (la si fuma ancora in treni e bar).
  Odore di ubriaconi mal lavati, una nuvola stagnante, persistente, ammuffita.

  Che, a quel che ho visto, i polacchi bevono e forte, ma la maggior parte si comporta benino anche da brilla.
  La maggior parte...

  Insomma, io, sballottato di mio, quando arrivano i Polacchi della Base locale a recuperarmi, mi dimentico dell'accordo sul fare il biglietto venerdì: finisco in mezzo sul sedile di una scassata mercedes, a saettare come James Bond per le vie di Bydgoszcz. (Guidano tutti come James Bond, è normale)
  Il dormitorio è dall'altro lato della città: e -colpa mia- anche se la cosa del biglietto mi ha arrovellato un po', non ho mai osato acchiappare un polacco e chiedergli di andare fino in stazione.
  Anche perché si correva tutti come pazzi e facevamo già la spola con le poche macchine per andare e tornare dalla fiera.
  Ma son scemo io.

  Quindi, si va, si fa, si torna: £ukasz, con la L barrata resta, nominato volontario per la mia sicurezza: arriviamo in stazione a mezzanotte, rancido a palla, ubriachi dormono silenziosi ovunque.

  Il treno non è della biglietteria principale, è dell'altra agenzia. Troviamo la biglietteria in un cantuccio.
  La tipa dentro, grossa come un comò e con la cravatta pendula come solo i ferrovieri di tutto il mondo san fare.
  Consulta cento carte, apre cassetti e raccoglitori, segna a matita, telefona tre volte e alla fine spiega (in un fiume di parole) che quello dell'una è un treno cuccetta russo già partito da Leningrado (la ferroviera parlava di Leningrad, non San Pietroburgo), attraversa la Polonia ed arriva fresco In una stazioncina periferica di Berlino al mattino.
  Per salirci, bisognava prenotare un posto entro mezzogiorno. Però, provate a chiedere al capotreno quando si ferma.

  Aspettiamo, £ukasz e io, al binario: la mia guardia del corpo ha un giubbottino di jeans pieno di patacche di gruppi metal, ed arriva un ubriaco, mal lavato, col naso spaccato ed una crosta fresca che biascica qualcosa: io capisco solo che parla di Iron Maiden e Metallica. E da colpi sulla spalla al mio compare, e poi si tira su le maniche e gli fa vedere i tatuaggi.
  Un paio di minuti di mezzo terrore. Si cerca di mandarlo via, ma questo ribolle di birra e ricordi, non è neanche cattivo, ma, 'nzomma. Alla fine il tipo è chiamato da un compare con un pacco di birre e sparisce - puf.
  Arriva il treno-letto, lunga ed inconcludente discussione in russo/polacco/inglese, la capatrena non mi fa salire - non si può fare la prenotazione al volo pigliando posti eventualmente liberi.

  Prossimo treno per Berlino, alle cinque del mattino.
  Che si fa? Stiamo lì in stazione nel cuore della notte quattro ore? Siamo tutti e due spaventati a morte...
  Si piglia il taxi, si va a casa di £ukasz. E si prenota il taxi che venga a riprenderci in tempo.
  Condominio popolare, sembra dei tempi dei comunisti. porte doppie e triple con reti.
  Una camera, bagno, cucinino. Mi offre il the caldo trovando una tazza di scorta chissàdove, si dormicchia un po' d'ore, si scende e c'è il taxi pronto.

  Piglio finalmente la tranquilla littorina locale con panche di legno che, un colpo alla volta, bella piena di studenti, mi porta a Poznan (ed è il capolinea, quindi non posso perdermi) - E da lì il fido Warsaw-Berlin, che loro non scrivono Berlin sugli orari, ma amen.
  Il treno lo riconosci che è l'unico nuovo che hanno.

  Ora, tutta 'sta odissea ferroviaria in terre est-europee, che c'entra?

  Centra che sono appena andato a Milano in treno: Novara - Milano Centrale andata e ritorno.

  All'andata, ho avuto la processione di donne di ogni ceto ed età che provavano tutti i gabinetti del convoglio alla ricerca di uno funzionante. Erano tutti chiusi. Tutti, non uno.

  Ritorno, Stazione Centrale - una fatica trovare il passaggio per la biglietteria (ma chi l'ha progettata, 'sta roba?).
  Macchinette rotte, spente, fuori servizio a mucchi.
  Ne trovo una che pare andare, mi trovo uno dietro che mi da istruzioni, a caccia di qualche monetina. Lo caccio.
  Niente, non va, non accetta banconote (dirlo prima?), vado alla biglietteria principale
  La porta automatica è bloccata. Vado a quella dopo, è bloccata anche quella.
  La terza, si apre - alleluja.
  Altra macchinetta, una che va, domande sceme, accetta solo carte e bancomat - usare la tastiera apposita.
  Metto la tessera, operazione in corso - ritirare la tessera - terminale pronto.
  Terminale pronto a cosa?
  Si scopre che ha letto ed ha fatto, esce il biglietto.

  Trafila di scale mobili ad incrocio, una non va, ovviamente.

   Vado al binario 4. Le obliteratrici, entrambe, sono morte.
   Vado al binario 5. Le obliteratrici, entrambe, sono morte.
   Vado al binario 6. Le obliteratrici, entrambe, sono morte.

  Almeno, una è morta, l'altra ha una tizia che sta girando anche lei tutte le obliteratrici e non gli va.
  Ma ha un biglietto "piccolo" - dato che il display dice "in servizio", il mio biglietto lenzuolo lo timbra.

  Acchiappo il treno coi denti, anche perché il capotreno non riesce a spingere dentro tutti quelli con il biglietto non obliterato e protestano con lui.

  Sopra al treno, ci trovo uno con una bottiglia di Peroni in mano che biascica che deve andare il venti in tribunale come testimone di un omicidio...

  Vediamo il lato positivo: la Stazione Centrale puzza solo un po' di piscio, non di rancido...

3 commenti:

  1. Chiavi di ricerca febbraio 2012 su Shinystat
    Treno notte poznan berlino?

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  2. Chiavi di ricerca giugno 2012
    Treni poznan berlino

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  3. Chiavi di ricerca, agosto 2012
    Orari treni berlino poznan
    Varsó bydgoczsz autóbusz

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