lunedì 7 novembre 2011

Scusi, ma per andare dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare?

L'ufficio Informazioni sono IO
 Il guaio che lo chiedono sempre a me. O alla mia compara di viaggio.
 Lei dice che c'è gente che evidentemente 'sembra informata dei fatti', o ha la faccia da ufficio turismo, non so.  Io sono uno di questi. Lei è un'altra.

Lo scrivo perché oggi due cinquantenni brizzolati (neanche la scusa dell'età) han barbottato un po' davanti al cartello delle partenze in stazione, e han fermato proprio me per sapere dov'è che poteva essere il binario 1.
 In una stazione secondaria in cui passa un treno per una destinazione, e con due binari di cui uno pieno di erbacce e l'altro con una palina con un numero 1 blu su cerchio bianco largo quaranta centimetri.

 Ho una serie di casi eclatanti, a conferma.


Mona Lisa Louvre
Parigi, museo del Louvre: potete immaginare che c'è un bel po' di gente, in un museuccio del genere, d'agosto. Un traffico inimmaginabile, tanto che anche i franzosi hanno messo cartelli "all'italienne", fotocopie attaccate ai muro con lo scotch, con su la Gioconda e una bella grassa freccia.
 Il sudamericano mi ferma e mi chiede con occhio bovino "Mona Lisssa?" - e io gli indico col ditone la porta che ha davanti, quella con sei cartelli che dicono "di qui, pirla!" e in cui c'è la gente accatastata attorno ad un unico quadro (piccino picciò)

foto gent.offerta dall'Esercito degli Stati Uniti
Francoforte e Assia: in una stazioncina di una linea secondaria tra l'aeroporto di Frankfurt e Wiesbaden (avevo sbagliato treno, dovevo cambiare su quello dopo), io sotto al tabellone luminoso col treno in arrivo, mi trovo una sedicenne tedesca coi cappelli raccolti e pantaloni da cavallerizza che timidamente mi fa una qualche domanda in ostrogoto - per sapere se era il treno giusto, suppongo. Molto imbarazzo quando gli spiego che "I'm Italian".
 Due giorni dopo, alla Stazione Centrale di Francoforte, in mezzo alla baraonda delle scale da cui sta salendo tutto il treno che è appena arrivato, una tizia scaramigliata ferma proprio me biascicando qualcosa - rispondo "I'm Italian" e si questa mi risponde con un pesantissimo accento meridionale "Ah, ma proprio 'n italiano avevo a truvà".
 Tardi pomeriggio all'aeroporto, stranamente c'è due senza tre: son lì seduto con a fianco una giapponese che dorme accasciata su un trolley grosso il doppio di lei. L'asiatica proprio ronfa, gli manca solo il palloncino che gli esce dal naso come nei Manga e c'è tutto.
 Arriva una vecchia mezza rinco avvolta in un golfino, guarda me, guarda la giapponese e decide di svegliarla gridando "Scussssssi": di nuovo accento meridionale pesantissimo.
 La povera giapponesina alza la testa mezza intontita: la rinco tira fuori un foglio di quaderno piegato e glielo spalanca davanti. Questa sbatte gli occhi a mandorla, prova a guardare il foglio e fa segno di no con la testa.
 La vecchia rimane allibita, si guarda in giro spaesata, vede passare un altro tizio, stessa scena "scusssssi" e 'sto foglio tenuto davanti con le due braccia tese come l'estensione della sindone.
 L'uomo guarda, legge, si guarda in giro, e indica il cartello sul soffitto "Bus/taxi".


Scones, da kayteejay46's weblog - sembrano
meglio in foto che al naturale, fidatevi.
 Londra, zona London Bridge a sud del Tamigi: ho appena visto in un negozio gli "scones". Erano una di quelle cose che volevo assaggiare, ne avevo sentito parlare da qualcuno della Base britannica nel 2007 e m'era rimasto il dubbio.
 'Sto negozio/bar, di fronte al Churchill's Britain at War museum li ha nel menù ed è uno dei pochi che ha anche fuori i prezzi (una sterlina e spicci): decido di provare.
 Entro, chiedo se li fanno ancora (è roba da colazione o per il tea, e siam quasi a mezzogiorno), mi dicono di si e scopro, nell'ordine:
- che il posto è gestito da italiani (quindi, scones origginali cientope'cciento, ricaricabili e non), che 'sti italiani tra loro parlano italiano e non son mica sicuro capiscano l'inglese ("no butter, please"  significa "no butter" - e poi perché me lo imburri, ma con la margarina?)
- e che gli scones sono una roba tipo pasta di pane senza sale e senza zucchero, poco lievitato e un po' biscottato. Una roba uribìl, e che ti impasta la bocca - tipo un muffin lasciato fuori a seccare tre giorni.
 Io sono lì in un angolo con questo boccone di pasta asciutta e collosa in bocca che non va ne su ne giù, e DUE, ripeto DUE famiglie numerose di indiani si fermano una dopo l'altra e mi chiedono dov'è l'ospedale.
 E io, con il boccone secco che non va giù, a cercare di spiegargli che sono un turista italiano e non lo so, cercando di non sputazzare troppe briciole in giro.
 Per curiosità ho guardato, c'erano tanti bei cartelli alla fermata della metro da cui erano usciti che indicavano la direzione opposta a dove questi si erano incamminati e dove ero io.


Qui nella cittadina: la gente che mi ferma ad ogni angolo per sapere dov'è il santuario non si conta.
 Ma l'apoteosi è stato un autobus di cechi. Inteso abitanti della Boemia o lì in giro.
 Ora, non so se vi è mai capitato di sentire il ceco parlato stretto. A me si, a Praga e su quell'autobus: ed è peggio del polacco, il ceco non si parla, si starnuta.
 Quindi immaginate la conversazione con l'autista e una accompagnatrice che parlava un inglese zoppo come il mio che interveniva a casaccio: che una mia spiegazione di cento parole veniva tradotto in cinque starnuti, e un mio "a sinistra" usando anche i gesti diventava una discussione tra i due di sette battute.
 Il fatto è che muovere un bus nelle vie cittadine è un problema: gli autobus devono fermarsi dabbasso e prendere la funivia. Ma di infilare il bus su per la salita per arrivare lì, manco a parlarne. E anche attraverso il centro storico, lasciamo stare.
 Dopo un bel po' di spiegazioni in un misto di ceco, inglese, italiano, francese, gesti e pinzillacchere, dico alla guida che li porto là.
 Salto sull'autobus e a segni cerco di spiegare all'autista dove andare. Che sarai ceco, ma se ti faccio segno col braccio di andare di là, vorrà magari dire che devi andare di là?
 Invece serve una traduzione para-simultanea: o l'autista è cieco oltre che ceco. Facciamo due volte il giro di ogni rotonda, ma a forza di tentativi li porto fuori sulla statale, gli faccio fare il giro attorno alla città, li faccio rientrare alla uscita successiva, li infilo su per la strada giusta fino al parcheggio degli autobus e li porto a piedi fin alla funivia (che è lì, la vedi quella roba blu attaccata su quei fili? Ecco, è una funivia)
 E poi torno a piedi nel punto dov'ero in partenza, che è appena lì dietro.

 Un altro autobusse, stavolta de'rromani de'castelli aho! li ho portati non solo al parcheggio ma su per la funivia e in giro per il santuario: e c'ho recuperato anche 20 euri per un caffè...

 Son convinto che ho qualche altro caso, ma su due piedi non mi torna in mente...

21 commenti:

  1. Fossi in te, mi preparerei una palettina con su scritto "1 informazione = 1 euro" in tutte le lingue d'Europa.
    Quando ti chiedono qualcosa, la fai vedere e, se va bene, incassi.

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  2. Anch'io avevo pensato di farmi un cartello del genere:
    Informazioni
    Risposta con SI o NO 1 €
    Riposta più articolata e dettagliata 2 €
    Non foss'altro da usaer come espediente per farmi lasciare in pace che a Genova non ci credo neanche un po' che me li danno davvero.

    Sarà ceh quadno mi muovo mi faccio lo studio guardo cartine, internet il sito degli autobus ecc, perchè voglio essere preparata e non mi piace chiedere informazioni nel modo più assoluto e se lo faccio è perchè sono proprio con l'acqua alla gola... Come 3 mesi fa che sono scesa dal treno a Milano Centrale dopo le 20 e sono andata a cercare l'autobus n. X che avrebbe dovuto essere proprio di fronte... E scopro che avevano spostato la fermata in Via Y (chissà dov'era) ma non si erano degnati di scriverlo nel sito degli autobus che avevo guardato DI NUOVO quel pomeriggio... Buffo che invece di chiedere a casaccio come fanno di solito quelli che fanno domande a me, io ho chiesto a ben 2 autisti di bus dove dovevo andare prechè il 1° mi ha mandato verso un'autobus completamente sbagliato del tipo gli avevo chiesto il bus X direzione Z e mi ha indicato il bus A direzione L. A distanza di 5 metri e si vedeva benissimo pure per me cieca talpa che su quel bus non c'era scritto X. Mah?

    ImpiegataSclerata

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  3. I famigerti Scones.... Anch'io, dopo ventennale frequantazione londinese, alla fine mi decisi a prenderli senza minimamente sapere il modus magnantis...
    Per il secondo mi guardai in giro per vedere come facevano gli altri quindi procedetti al taglio a metà, burretto salato nella parte di sotto, marmellatina deliziosa di fragole di sopra e ricomposizione. In questo modo/abbinamento erano pure buonini. A me piace anche moltissimo il pane abbrustolito con burretto salato e la marmellata di limone he ho trovato solo lì, veramente particolare. L'abbinamento di salato e dolce non piace a tutti. E' che in Liguria ci facciamo caffellatte con pucciata di focaccia alle cipolle (ebbene sì) e siamo più abituati a questi abbinamenti...

    ImpiegataSclerata

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  4. Ma, il dubbio è che m'hanno dato lo scones fasullo - o stantio.
    Che, c'era la palettata di margarina e la marmellata, ma era proprio la pasta che sembrava di truciolato.
    Mai ricapitasse, cerco di prenderlo col tea delel cinque.

    E per il cartello pensavo:
    1 € per si/no, 2€ per risposte articolate, 5€ per indicate il cartello che hai davanti dove c'è scritto cosa vuoi sapere.

    Potenzialmente, farei mijardi.

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  5. Anche secondo me erano scones maffi.

    E sì, il tuo cartello è moooooooooolto meglio. ^__^

    ImpiegataSclerata

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  6. Chiavi di ricerca di Novembre 2011
    Per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare (2)
    Per andare dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare?
    Scones

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  7. Chiavi di ricerca dicembre 2011
    Scones (2)
    Cream scones

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  8. Chiavi di ricerca febbraio 2012 su Shinystat
    Per andare dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare?

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  9. Chiavi di ricerca marzo 2012
    Per dove dobbiamo andare dov'è che dobbiamo andare?

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  10. Chiavi di ricerca maggio 2012
    Noio volevam savuar l'indiriss (2)

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  11. A Vienna, nell'ordine:
    - coppia russa che (dalle parti del palazzo dell'OPEC) cerca 'café Zentralie'?
    Io li ho spediti genericamente verso la piazza principale (Santo Stefano), anche se solo il giorno dopo sono passato davanti ad un 'cafè centrale' dalle parti dell'Albertina
    - Tizio nero che mi chiede in inglese dov'è via sonacippenstrasse, che gli han detto è lì. Gli spiego di andare al palo della fermata del bus, c'è una cartina delle vie adiacenti.
    - CAT, City-Airport-Train: per arrivare a quel singolo binario ci sono cartelli con l'aereo ovunque, ci sono i banchi check-in uguali a quelli di un aeroporto dove recuperano i bagagli (puoi checkinare all'interno della stazione ferroviaria, mollare il bagaglio e tornare quando ti va a prendere il treno), per arrivare a questo binario speciale devi passareddavanti ai banchi del check-in, il treno ha aerei disegnati ovunque.
    E questo mi chiede 'scusi, questo va all'aeroporto?'
    - Arrivo dopo inenarrabili perpezie a Milano Porta Garibaldi.
    Grazie agli omini di Malpensa che ci mettono 52 minuti a scaricare i bagagli da un aereo devo fare Malpensa-Novara via Milano.
    PAstrugno la macchinetta trenitalia per il biglietto per Novara, due belli incravattati, neri, che mi chiuedono se posso aiutarli con la macchinetta che non riescono a capirla.
    Le macchinette trenitalia faccio fatica a capirle anch'io, e ho un treno che m'aspetta.
    I due devono fare un biglietto per Milano Centrale e che gli chiede qualcosa su una 'urban qualcosa' - credo traduzione di 'tratta urbana'.
    Li consiglio di andare a prendere la metro, che sono credo due fermate.

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  12. ImpiegataSclerata13 giugno 2012 21:17

    A sì la "urban qualcosa" sarebbe la tratta urbana non FS ed è contrassegnata con una U maiuscola. Per trenitalia sarebbe "da qui a là niente treno quindi ingegnati/arrangiati e vai". Ma è molto meglio al metro che evidentemente non viene contemplata. Mah?

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  13. I due erano poco pratici di Milano.

    E si, anche a me la macchinetta malefica FS ha minacciato che il mio biglietto milano-novara non comprendeva la tratta urbana.
    Senza spiegarmi se dovevo comprare un altro biglietto per la tratta urbana o che diamine, per andare da Milano a Novara.
    Credo di no, ma boh?

    Sul cartello al binario, altre scritte minacicose che a Milano Cadorna per uscire dalla stazione devi avere il biglietto per tratta urbana o non si aprono i cancelli: che suppiongo sia pieno di gente che fa un Milano-Magenta per andare da Porta Garibaldi a Cadorna spendendo tre euro di FS per rubarne uno alla metropolitana.

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  14. ImpeigataSclerata14 giugno 2012 09:44

    No, FS ti dice "piglia la tratta urbana (qualunque essa sia/qualunque cosa voglia dire) e arrangiati". Come quando dove è affar tuo.

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  15. Chiavi di ricerca, agosto 2012
    Per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare, 3
    Noio volevam savuar l'indiriss, 2
    Scusa per andare dove dobbiamo andare che

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  16. Chiavi di ricerca, settembre 2012
    Per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare, 3

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  17. Chiavi di ricerca, ottobre 2012
    Per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare, 2
    Interno louvre mona lisa

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  18. Chiavi di ricerca Novembre 2012
    Ma per andare dove dobbiamo andare

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  19. Chiavi di ricerca, dicembre 2012
    Il boccone asciutto non va giù
    Per andare dove devo andare da che parte devo andare
    Per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare

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  20. Chiavi di ricerca, gennaio 2013
    Per andare dove dobbiamo andare

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  21. Chiavi di ricerca, febbraio 2013:
    Per andare dove dobbiamo andare da che parte dobbiamo andare?

    Chiavi di ricerca, marzo 2013:
    Per andare dove devo andare da che parte devo andare

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